TUTTI ABBIAMO UN’ANIMA! Anche i Gemelli apparentemente identici!

Noi mamme di gemelli tendiamo a dare sempre per scontato che i nostri bimbi, anche se esteticamente identici, siano diversi.

Ai nostri occhi, sono e saranno (fortunatamente) sempre riconoscibili.

Anche quando per il resto del mondo sono uguali e anche la nonna (materna, #chevelodicoafare) chiede ancora chi sia Giulia e chi sia Vittoria quando le mando qualche nuova foto su whatsapp.

Anche quando la tata te le inverte nel letto, torni a casa che dormono già e quindi, con gli occhi chiusi, non potendone cogliere lo sguardo (ad occhi aperti diversissimo), tentenni anche tu confondendole per un attimo.

Solo per un attimo, perchè poi, quando ti chini sui loro visi per baciarle e sussurrare loro la buananotte, dall’odore della pelle capisci subito chi è chi.

Capita anche a voi, MammeGemelle sparse nell’etere?

Credo siano retaggi del nostro passato, siamo o non siamo animaletti anche noi?

Ora che i loro caratteri si stanno delineando colgo di entrambe sfumature che non avevo mai notato prima.

E, sorpresa delle sorprese, da quando di tanto in tanto ci sforziamo di “dividerle” trascorrendo momenti esclusivi e diversi, come per esempio andare a fare la spesa, scendere a comprare il giornale, passare dalla tintoria, con una sola delle due (per esempio io al supermercato con Vittoria e Gigi al parco con Giulia, o viceversa) è come se improvvisamente tanti aspetti dei loro caratteri ci balzassero di colpo agli occhi.

Non deve essere facile convivere dalla mattina alla sera con qualcun altro, non credete?

Così come non deve essere facile essere definite dai più “le gemelle” o avere insegnanti, cugini, zii, nonni, compagni di classe e amichetti che chiedono loro di identificarsi ogni volta che le incontrano.

Giusto per farvi capire il loro comprensibile malessere, spesso ci chiedono le cose così:

“Mamma, sono Giulia, mi daresti dell’acqua perfavore?”

“Papà, Vittoria vuole del pane” (pure in terza persona come fanno i calciatori nelle interviste non sapendo coniugare i verbi).

In verità credo che questo sia un problema spesso sottovalutato.

Si tende a concentrarsi sull’abbigliamento che, lo abbiamo appurato, per il 99% delle mamme di gemelli  deve rigorosamente essere diverso, soprattutto in caso di gemelli omozigoti.

Oppure sulle pettinature.

E qui faccio presente che con due gemelle che spesso si scannano per chi mette la gonna rosa scuro e chi quella rosa chiaro non sempre risulta possibile pettinarne una in modo diverso dall’altra.

In ogni caso, vestiti, colori, pettinature, iniziali dei nomi, classi a scuola, a parte…. credo che la cosa DAVVERO fondamentale quando si hanno dei gemelli (apparentemente) identici sia il non dimenticarci mai che, prima che gemelli, sono i nostri figli. Esseri umani con anime diverse. E quindi individui da trattare come esseri unici al mondo.

Il ruolo del genitore non è affatto facile.

Nessuno nasce “imparato”. E’ un mestiere che si impara giorno dopo giorno e che, alle volte, in verità, non si impara davvero mai. Le variabili sono infinite, non può esistere un’educazione e un percorso standard per tutti.

Fateci caso: in ogni famiglia esistono fratelli e sorelle spesso diametralmente diversi, se non opposti.

Eppure l’educazione è stata la stessa. I genitori gli stessi. I nonni gli stessi. Le possibilità economiche le stesse. Le scelte compiute da mamma e papà le stesse. Le scuole le stesse. La casa la stessa. Le abitudini le stesse.

Ma se, tra fratelli e sorelle di età diversa, si tende a risolvere la cosa con la riflessione che, tra un figlio e l’altro, a cambiare visione del mondo siano stati in primis i genitori, complice il trascorrere del tempo, la maturità e via dicendo, con i gemelli questo discorso lascia il tempo che trova.

E così…. tocca ammetterlo anche ai meno spirituali: tutti abbiamo un’anima.

Un’anima con cui veniamo al mondo, un’indole con la quale approcceremo tutti i momenti della nostra vita.

Una predisposizione naturale a risolvere o no i problemi, a superare o no i momenti meno felici che ci troveremo inevitabilmente ad affrontare.

Quando mi chiedono come siano le mie figlie rispondo UNICHE e aggiungo “menomale”.

E’ bello e giusto sia così. Sarò sempre la prima a incentivare che sviluppino ognuna la propria indole, che seguano le loro strade, probabilmente sempre parallele, ma indipendenti l’una dall’altra.

Le inviterò sempre a assecondare la propria natura, a scegliere gli sport, gli studi, i gusti che matureranno nel tempo.

Cercando sempre di spronarle a far risaltare questa unicità, distinguendosi l’una dall’altra e un giorno, provando a distinguersi sempre anche dalla massa.

Quindi va bene così.

Va bene che a Giulia torni il sorriso mangiando e a Vittoria dormendo.

Va bene che Giulia sia maniaca dell’ordine e cataloghi tutto quello che le passa per le mani, mentre Vittoria è cleptomane e ami nascondere tutto in un cassetto che nessuno di noi può aprire (incluso una provola masticata per circa 6 mesi. In quel caso il cassetto lo abbiamo dovuto aprire per ovvie ragioni, già che pensavamo che fosse morto un topo in camera delle bambine).

Va bene che Vittoria ami la pasta integrale, il pesce e le verdure e che Giulia scleri per una foglia di basilico sulla pizza e voglia, appunto, qualsiasi cosa ipercalorica in commercio.

Va bene che Giulia mangi solo mango e Vittoria fragole e kiwi.

Va bene che una ami il rosa e l’altro l’azzurro.

Va bene che Vittoria tiri fuori il braccio e inviti il medico a farle il vaccino velocemente, mentre Giulia si butta perterra e finge di soffocare per non farlo.

Va bene che Giulia sia dolce e controllata, mentre Vittoria faccia sempre qualsiasi cosa per portarci allo sfinimento e farci arrabbiare.

Va bene che Giulia dorma nel suo letto da tempo e Vittoria ogni notte si intrufoli nel nostro letto.

Va bene che Vittoria ami i LEGO e Giulia le Barbie.

Va bene che Giulia parli di principesse e favole e Vittoria di Karma e reincarnazione.

Va davvero tutto bene! Se non altro non si scambieranno mai il fidanzato, ma potranno sempre aiutarsi durante le interrogazioni!

Che bello deve essere diversi, pur sapendo di avere accanto qualcuno che sa e sempre saprà, solo guardandoci negli occhi, come stiamo e cosa stiamo pensando.

Che bello deve essere non sentirsi mai soli (con dei meritati momenti di solitudine di tanto in tanto).

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