ESSERE GENITORI E’ UN LAVORO di Annalisa

Che cosa significa essere genitori?

Domanda complessa a cui rispondere, domanda che spesso mi sento fare quando mi trovo davanti a coppie che mi chiedono aiuto in terapia.

Questo post è ispirato dalla lettura di un libro molto interessante: “Alla ricerca delle coccole perdute” di Giulio Cesare Giacobbe.

L’autore afferma che non si possa diventare genitori senza comprensione, senza compassione, senza pietà, ma soprattutto senza amore per gli altri, amore inteso in senso universale:

L’amore per gli altri è la condizione preliminare dello sviluppo della personalità genitoriale”.

Nessuno – e ripeto – nessuno nasce genitore (che è un po’ come dire che nessuno nasce imparato, se volessimo un po’ riderci su!): fare ed essere un genitore è un esercizio, un allenamento costante, fatto di conquiste e di frustrazioni, ma pur sempre un LAVORO.

Proviamo a pensare a cosa succede quando s’inizia una nuova attività lavorativa, o, ancora meglio, quando per la prima volta entriamo nel mondo del lavoro: il primo periodo è un disastro. L’ansia ci attanaglia, l’unico pensiero che ci pervade è:

”Ce la farò a far credere ai miei colleghi e al mio capo di essere in grado di fare tutto e di essere un vero problem solver?”.

Non prendiamoci in giro, so che lo avete pensato!

Bene. Ditemi voi qual è la differenza nel diventare mamma e papà e, per di più, di gemelli magari? La paura di non fare la cosa giusta, l’incubo del giudizio altrui: nonni, amici, parenti, tutti hanno un’opinione e una considerazione da fare e da proporci!

Ciò che sempre più spesso mi capita di considerare è che diventare genitori è un po’ come entrare in adolescenza (il periodo più difficile di tutta l’esistenza di una persona in termini emotivi, cognitivi, identitari e psicologici): tutti i nodi vengono al pettine e saranno l’amore e la dedizione che una mamma e un papà metteranno ogni giorno a fare in modo che questi nodi a mano a mano si sciolgano. Anche facendosi aiutare. Cercando l’aiuto di chi ci sta intorno: amici, parenti, insegnanti e, perché no, anche un sostegno professionale se ce ne fosse bisogno.

Soltanto con la dedizione agli altri si realizza lo stato genitoriale… essere genitori semplicemente perché si hanno dei figli, non fa quindi di noi dei genitori”.

Il genitore è l’unico capace di fare le coccole agli altri, incondizionatamente. Senza averne paura.

Forse, il vero problema nel riuscire a percepirsi dei bravi genitori sta nel poter mettersi nuovamente in contatto con il bambino/a che eravamo:

Gli adulti non capiscono mai niente da soli, ed è stancante per i bambini, dovergli spiegare sempre tutto, proprio tutto”. (Antoine De Saint-Exupéry, Il piccolo principe)

Mettetevi in ascolto dei vostri bambini, saranno loro a spiegarvi come essere i loro genitori.

www.annalisacarrera.it

 

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