Facile dire: “fate la nanna”

Che argomento difficile per me quello della nanna! Giulia e Vittoria hanno 2 anni e 2 mesi. A casa mia non si dorme da almeno 1 anno e 2 mesi. Insomma, mi sto letteralmente decomponendo da  più di un anno! Sembra che io fossi esattamente così da piccola. Che soffrissi di iperattività, che per me dormire fosse uno spreco di tempo. Sembra che abbia tenuto svegli i miei per moltissimi anni. Ho sempre pensato che la maternità alla fine della fiera sia una questione karmica e che ciò che facciamo sopportare ai nostri genitori da piccoli ci tornerà indietro con gli interessi.

Quando le bimbe sono arrivate a casa dalla terapia intensiva il primo periodo è stato una passeggiata (solo dal punto di vista del sonno, sia chiaro). Forse erano state ben “addestrate” lì, abituate a dormire nonostante i rumori del reparto, lo scampanellio dei macchinari ed il pianto di altri venti bambini intorno a loro. Quando dormivano dormivano e non ci creavano grossi problemi. Addirittura, intorno ai loro 5/6 mesi, è capitato diverse domeniche di svegliarci di soprassalto alle 10:00 inoltrate e di correre a controllare che stessero bene. Del tipo “mio dio! Respira!?!” e via di specchietto sotto il naso e di mano sul torace.

Tutto meraviglioso insomma…. ma….. le cose belle, come si dice, non durano per sempre. Intorno ai loro 8/9 mesi hanno iniziato a gattonare ed il loro sonno ha iniziato a diventare più disturbato per entrambe. Ma è stato quando hanno iniziato a camminare che per noi è finita la pacchia. Giulia a 11 mesi e Vittoria circa 2/3 mesi dopo. Ricordo con vero terrore quel periodo, perché, non sto esagerando, abbiamo definitivamente smesso di dormire intorno a settembre 2013 per ricominciare verso settembre 2014.

Un anno di sveglie continue, di 2 ore e mezzo (se è tanto) come ore continuative di sonno, giorni fatti di urla (loro), litigate (nostre) e scleri quotidiani. Non so come sia uscita viva da quel periodo. So però che abbiamo mangiato take-away per tutti quei mesi e cercato di mettere ogni nostra energia nella cura di quelle bambine, impegnandoci al massimo per farle stare serene.

Un giorno sono arrivata dal pediatra con gli occhi pieni di lacrime esordendo così: “faccia dormire le mie figlie o divorzio entro sei mesi!”

In quel periodo le abbiamo provate davvero tutte: tisane, melatonina, cure omeopatiche, tate miracolose, brandina in mezzo ai lettini, cambio orari e abitudini, grappolo di ciucci nel letto, buio totale o lucine notturne, stelline al soffitto o palla strombo, rimedi naturali da sciogliere nel latte, cd di musica classica, canzoncine di Sergio Endrigo e Renato Rascel in loop, lattuga romana in ogni pappa, “fate la nanna” di Estevill, ecc, ecc, ecc.

Ve lo giuro: non c’è stato NIENTE da fare. Finchè non ci siamo detti: “passerà, cerchiamo di mantenere la calma” e abbiamo iniziato a commettere un errore madornale dopo l’altro. Perché è facile dire “lasciali piangere” quando il giorno dopo puoi ributtarti a letto, quando tutto sommato non dormi da solo due o tre settimane o quando il figlio è uno. Quando smetti definitivamente di dormire e lavori, la mattina devi andare in ufficio o da un cliente con il tuo migliore sorriso, quando uno dei due gemelli attacca con una sirena notturna svegliando non solo il fratello o la sorella ma anche la bambina del piano di sotto, allora ti fermi, respiri, cerchi di calmarti e ti dici che devi pur sopravvivere.

Così inizi a sbagliare: le porti nel tuo letto, ti metti a dormire tu in camera loro, concedi la manina o la ciocca di capelli stile feticcio, senza sapere che da quel momento sarai schiava per sempre. Alla terza notte consecutiva che le lasci disperarsi in camera loro ad un certo punto a svegliarti è un tonfo sordo perché le tue piccole hanno iniziato ad evadere dal lettino. Per tenerle il più possibile integre e non farle dormire con su il casco allora smonti le sponde dal lettino, non capendo di esserti scavata la fossa da sola. Lo capirai solo quando te le troverai ripetutamente in camera, magari con indosso la giacca ed in mano il triciclo, pronte per andare al parco (alle 4:00 del mattino). Gemelli + lettino senza sponde + porte scorrevoli in casa generano un mix letale.

Oltre a tutto questo, c’è da dire che le mie bambine soffrono dalla nascita di grandissimi problemi respiratori. Questo comporta circa 3/4 bronchiti mensili con tanto di cortisone, aerosol e spesso e volentieri antibiotici. Il fatto che si ammalassero così spesso ha contribuito a peggiorare il loro sonno ed inevitabilmente il nostro. Vittoria poi è nata con una lieve malformazione ai piedini dovuta alla posizione mantenuta nella mia pancia per tutta la gravidanza (Giulia stava svaccata e per lei non c’era spazio) e ha dovuto portare per 22 h su 24 dei tremendi e pesantissimi tutori in ferro che le tenevano i piedi uniti da una sbarra, altra enorme aggravante perché dormiva molto male, non potendosi mai girare di lato.

Devo dire che le cose sono notevolmente migliorate quest’anno, ma fino a qualche mese fa è stata davvero dura anche dal punto di vista sanitario. Non posso dirvi che oggi sia una passeggiata perché ancora non so cosa sia dormire 6/7 ore di seguito. Ma posso assicurarvi che, rispetto a quello che abbiamo vissuto fino a poco tempo fa, oggi ci sembra di aver migliorato incredibilmente la nostra situazione.

Voglio solo dirvi: ho sofferto tantissimo. Ho creduto di non poterne uscire. Ma…. “ciò che non uccide fortifica”, “I will survive” e oggi, finalmente, vedo una luce infondo al tunnel!

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