Le ‘quasi tragedie’ quotidiane e l’arte di essere bi-genitori

Una volta che si diventa genitori, peggio se bi-genitori, si e’ destinati a inanellare giornalmente una serie infinita di ‘quasi tragedie’. I gemelli hanno la capacità di arrampicarsi ovunque, fiutare il pericolo o fare danni nello stesso momento e questo fa si che tu debba valutare in tempo zero quale dei due si trova nella situazione peggiore e intervenire, salvando il gemello1 e sperando il gemello2 sia in grado di uscirne indenne. Oppure recuperando l’oggetto X dalle mani del gemello1 perché, da una prima occhiata veloce, l’oggetto Y nelle mani del gemello2 sembra più sacrificabile.

Sono scelte difficili quando:

  • uno e’ in piedi sul tavolo e l’altro arrampicato sul wc
  • uno sta per scaraventare a terra il tuo ipad e l’altro sta per spalmare il tuo rossetto sul divano
  • uno ha aperto il rubinetto del bidè e contemporaneamente l’altro sta per infilarsi nella vasca da bagno vestito
  • uno sta svuotando la dispensa e distribuendo le pentole sul pavimento mentre l’altro sta ribaltando la tua cabina armadio
  • uno sta ciucciando un sasso (Orlando lo fa…) mentre l’altro sta manomettendo la biciclettina della vicina di casa

In linea di massima appartengo alla categoria di mamme poco ansiose, che non vede necessariamente il pericolo in ogni dove, che pensa sia giusto che i figli si facciano (moderatamente) male per imparare che questa o quella cosa vanno evitate o affrontate con prudenza (le scale ad esempio).
Del resto, l’unico modo per scampare a ogni genere di sciagura sarebbe chiuderli a chiave in una stanza vuota di 10mq al massimo, oppure seguirli in ogni minimo loro spostamento ed è un lusso che noi mamme di gemelli non possiamo permetterci.

E così può succedere. Può succedere che tuo figlio correndo scivoli sul bagnato e si vada a scaraventare contro il portone di vetro del palazzo in cui vivi. Può succedere che perda sangue e che l’impatto sia così forte che un incisivo venga ‘risucchiato’ e rientri nelle gengive. Non ne avevo mai sentito parlare ma e’ successo proprio l’altro giorno ad Orlando e ho scoperto che è più frequente di quanto pensassi. Ora sta bene e siamo in attesa di capire se il dentino ha intenzione di scendere da solo o vuole timidamente rintanarsi fino all’eruzione dei definitivi. (tra l’altro siamo andati al Pronto Soccorso Odontoiatrico Pediatrico in Via Beldiletto 1 e sono stati davvero bravi, efficienti, delicati. Nel caso, lo consiglio vivamente!)

Mi sono chiesta se questo episodio cambierà il mio modo di approcciarmi a loro, a Petra e Orlando, ma onestamente non credo.
Voglio che crescano liberi, felici, senza essere soffocati dalle mie paure, senza fobie verso animali, situazioni e persone.

Riflettevo su quanto sia difficile il compito che siamo portate a svolgere. Crescerli nel modo per noi più giusto, senza limitarli, ma evitando al tempo stesso che capiti loro qualcosa di brutto…

E vabbè.

Intanto loro sono simpatici, carini e ancora tutti interi. Su 18 mesi di vita mi sembra già una buona media!

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