Piccoli danni crescono

Con le mie figlie non mi viene da dire altro, se non “piccoli DANNI crescono“.

Credo che i figli rientrino nelle mille questioni karmiche che la vita di tanto in tanto ti mette di fronte.

Del tipo che se sei stato un angelo da bambino con grandi probabilità da adulto avrai la fortuna di avere a tua volta bambini normali ed equilibrati, che sanno restare composti, mettono via i puzzle nella loro scatola dopo averci giocato, ascoltano i “no” che vengono dati, eccetera.

Da piccola mi chiamavano Moulinex. Come il frullatore. Come il mixer. Come la centrifuga.

Credo che la mela non cada mai troppo lontano dall’albero.

Le mie si sono evidentemente fermate in prossimità delle radici. Giulia e Vittoria non sono umane. Evviva la vivacità nei bambini, ma a tratti qui si esagera.

Non so a voi come sia andata, ma nel mio caso, sin da subito, avrei dovuto capire di avere a che fare con due piccoli tornadi.

Sin dalla gravidanza, infatti, la nostra ginecologa impazziva per il fatto di non riuscire mai a trovarle 2 minuti ferme.

Non ho mai provato l’ebrezza di dover mandare giù una bibita zuccherata per svegliarle in occasione di un’ecografia.

Una volta nate le cose non sono poi migliorate, anzi strada facendo ho imparato che andrebbero del tutto rivisti i sistemi di sicurezza per la casa.

A nulla infatti sono serviti i mille blocchi sparpagliati qui e là per chiudere antine e armadi.

Con il wc nemmeno ci ho provato, il solo che ho trovato funzionale è stato il blocco per il forno (dopo che le avevo trovate impegnate nell’aprirlo e infilarcisi dentro –200° ventilato-).

Non parliamo dei cassetti, sorvoliamo sui para-spigoli, avrei fatto meglio a farle girare perennemente con su il casco protettivo.

Quelli per le prese elettriche vengono fatti saltare con regolarità, gli altri hanno perfettamente imparato ad aprirli.

Così che non è una cosa rara trovarle intente nell’esaminare il contenuto del mobile bar tra un rum e un nocino, girare per casa con una mezza luna tra le mani, camminare indisturbate sul bancone della cucina o sui decoder della tv nella libreria, lanciare oggetti vari nell’acquario (tra cui le chiavi della mia macchina), srotolare 25 metri di carta da forno per casa per poi usarla camminandoci sopra avanti e indietro come su una passerella, mettere il nostro povero gatto in lavatrice, benedire tutta la casa con lo scopino del water tenuto in mano come uno scettro, pulire accuratamente l’interno del wc con i miei pennelli per il trucco Chanel, intasare quello di mia madre costringendola a chiamare il “pronto spurghi” per liberarlo da un soprammobile in ceramica (ho imparato che il water per i bambini rappresenta una delle attrazioni più irrinunciabili), spargere 5 litri di olio d’oliva direttamente dalla tanica su tutto il parquet, lanciare ognuno dei miei smalti (rigorosamente solo quelli rossi) contro i muri del bagno, nascondersi negli armadi, scardinare dal muro (in due è facile, capirete presto che i gemelli sono una vera e propria associazione a delinquere) il cancelletto di “sicurezza” della cucina, sgranocchiare ripetutamente i croccantini del gatto, tirare fuori tutta la terra da ogni vaso delle piante presenti in casa, mangiare la Somatoline Total Body anticellulite, giocare a frisbee con il servizio di piatti della bisnonna, far sparire le chiavi di casa nel cassetto delle pentole e fartele ritrovare solo a serrature di casa cambiate.

Insomma, più che piccole dOnne crescono è il caso di dire piccoli dAnni crescono.

Speriamo che migliorino con gli anni!

E a voi? A voi come è andata? Meglio di me, voglio sperare.

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